Il futuro non si prevede, si inventa di Claudio Maffei


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per una nuova cultura della comunicazione
 

 
   

Gerarchia

Rapporto di supremazia e subordinazione  

L’azienda e il mondo della comunicazione in particolare , dovrà abbandonare definitivamente la sua cultura da reggimento di fanteria, fatta di gerarchie e di simbologie. Espressioni quali task force, campagne di vendita, aggredire il me rcato, andare alla conquista di nuovi clienti , sono tipiche di un concetto del marketing che ha distrutto le relazioni interpersonali attraverso un approccio strumentale al mercato. Come il colonialismo, anche questa cultura origina odiose forme di razzismo. Oggi è inevitabile, per chiunque operi nella società contemporanea, affrontare il problema delle relazioni. Si dovrà passare dal comunicare “a qualcuno” al comunicare “con qualcuno”. Credo che il salto di qualità sia un ritorno alle relazioni umane basate sulla reciproca credibilità e sui reciproci scambi di conoscenza. Il tempo in cui le aziende e i loro vertici ritenevano che la comunicazione si risolvesse nel “comunicare a” ritengo sia finito per sempre. Questo non tanto perché vi sia una maggiore democrazia economica, quanto perché le regole del consenso riguardano ormai tutti e impongono di dialogare con crescente chiarezza con persone sempre più mature. I concetti di target, di opinione pubblica, di clientela, di consumatore sono definitivamente superati. Il marketing, con miopia, ha distrutto le relazioni fra le persone, fingendo di crearle. Infatti, si è certi di parlare con tutti e in realtà non si parla con nessuno. Il marketing ha favorito spesso approcci strumentali verso un mercato di consumatori che sono e restano degli sconosciuti. L’evoluzione nel mondo della comunicazione è stata enorme, ma, come tutti sappiamo, l’obiettivo è stato solo quello di ottenere consensi emotivi, di imbellettare la realtà, badando bene a non modificare realmente lo status quo. Oggi nessuno più accetta di essere oggetto passivo di chi vuole solo “colonizzare”. O si è disposti all’ascolto o si muore. Perché comunicare è mettere in comune.  

Quelli che disputano, contraddicono e confutano la gente di solito sono sfortunati nei loro affari. Talvolta ottengono una vittoria, ma mai la benevolenza, che sarebbe per loro di maggiore utilità. Benjamin Franklin

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