Il futuro non si prevede, si inventa di Claudio Maffei


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per una nuova cultura della comunicazione
 

 
   

Verità

La qualità di ciò che è vero, conforme alla realtà.  

Qualche tempo fa la rivista COMUNICO ha organizzato un incontro dal titol “Essere autentici nel lavoro paga?” 130 persone hanno dibattuto con interesse e curiosità, e gli animi si sono anche un po’ riscaldati. Intendiamoci, non si è proprio litigato, ma si è sicuramente discusso in modo animato. A confronto due tesi, due filosofie, due modi di pensare e, forse, anche due generazioni. Gli ultra cinquantenni, radicati nella loro posizione: essere autentici non si può. Sull’altra barricata i più giovani. Sicuramente l’autenticità costa, tuttavia i più sembravano certi che la scelta non andasse fatta nel lavoro, ma nella vita. È infatti molto difficile pensare di essere il dottor Jekyll per 8-10 ore al giorno e Mr. Hyde nel tempo restante. Nella comunicazione non credo vi sia alternativa. Dopo i processi di fine millennio, oggi i giovani chiedono la fine dell’ipocrisia per dar spazio a una vera e propria cultura della verità. È necessario un netto disinquinamento della comunicazione. La gente non vuole più sentirsi dire le bugie. È opportuno sapersi mettere in gioco, sapersi mettere in discussione, essere disponibili ad affrontare a viso aperto il confronto. Non attraverso la tolleranza, ma attraverso la comprensione; non attraverso la competizione, ma attraverso la cooperazione. Abbiamo riscontrato in questo dibattito che questi valori faticano ad essere re c e p i t i . Qualcuno ci ha detto che bisogna usare le tecniche di marketing: capire ciò che la gente vuol sentirsi dire e poi semplicemente... dirglielo. Tutto ciò ci sembra troppo facile, troppo scontato, troppo vecchio. In un momento di transizione come questo, abbiamo bisogno di idee nuove, di forze nuove e di molto coraggio. Scriveva Leopardi nello Zibaldone, nel 1821: “Nessuna opinione vera o falsa, ma contraria all’opinione dominante generale, si è mai stabilita nel mondo istantaneamente, e in forza di una dimostrazione lucida e palpabile, ma a forza di ripetizioni e quindi di assuefazione”. Che avesse già capito la forza della pubblicità? Non lo sappiamo, ma convinti delle nostre idee, organizzeremo molti altri dibattiti e diffonderemo queste nostre idee  fino “all’assuefazione”. Solo chi ha avuto il coraggio di portare avanti la sua utopia è riuscito davvero a cambiare le cose.  

Chi non conosce la verità è soltanto uno sciocco; ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un malfattore!
Bertold Brecht

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