Il futuro non si prevede, si inventa di Claudio Maffei


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Umanesimo

Movimento culturale dei secoli XIV e XV tendente a rivalutare i valori specificamente umani, in contrasto con quelli prevalentemente religiosi del medioevo, specialmente attraverso un rinnovato studio delle civiltà greca e romana.

L’Umanesimo storico raggiunge la sua maturità nel corso del XV secolo e approda nel Rinascimento. Il disprezzo per la cultura medioevale e la necessità di un rinnovamento fanno sì che l’uomo rivaluti la propria possibilità di compre n d e re e di trasformare il mondo. L’Umanesimo nasce in Italia. Potrebbe rinascere nel terzo millennio un movimento di questo genere? Credo proprio di sì. Il mondo, infatti, sta cambiando sempre più rapidamente, lasciandoci intuire un futuro ben diverso dai decenni che hanno caratterizzato la fine dello scorso millennio. Molti aspetti tipici della nostra cultura di quegli anni si vanno svuotando e vengono via via abbandonati; pensiamo all’onnipresente manager, una specie di superman in abito grigio che sociologicamente incarnava quell’ideale di efficientismo, supertecnicismo e successo che, secondo i più, a partire dalla vita professionale avrebbe dovuto progressivamente permeare ogni aspetto della vita quotidiana, dalla politica alla cultura, dallo spettacolo al sociale. Tramontato l’ entusiastico yuppismo, e crollati i miti della società dell’immagine, oggi ci troviamo con una fortissima e impellente ricerca di nuovi valori, quali l’onestà, la verità, la solidarietà. Questa tendenza ci impone la necessità di tornare a umanizzare i ruoli in tutti gli aspetti della nostra vita, riportando l’uomo al centro del sistema. Non è certo un’idea nuova, ma rimane un concetto forte che oggi può aiutarci a superare l’attuale crisi di valori individuali e di ideologie collettive. L’apparato non può essere sopra a tutto e prima di tutto, perché ciò costituisce solo una spersonalizzazione, uno stratagemma ideato per sfumare i ruoli, favorire le coperture e rendere difficile l’attribuzione delle responsabilità. I mali che ha prodotto questo sistema sono stati purtroppo ben visibili agli occhi di tutti! A questo punto appare chiaro che il protagonista assoluto torna ad essere l’uomo, inteso come individuo che ha veramente qualcosa da dire e un ruolo da giocare. La persona, in sintesi, che, grazie alle sue qualità, riesce a meritarsi la fiducia e il rispetto degli altri. Credo che negli anni a venire, l’Essere vincerà definitivamente la sua battaglia sull’Avere.


La vera scienza e il vero studio sull’uomo sono l’uomo stesso.

Pierre Charron

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