Il futuro non si prevede, si inventa di Claudio Maffei


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Demoralizzare

1) Scoraggiare, avvilire.

2) Corrompere, rendere immorale.  

Lo scrittore Antoine de Saint-Exupéry disse: “Non ho il diritto di dire o di far qualcosa che sminuisca un uomo di fronte a se stesso. Il problema non è quel che io penso di lui, ma quel che lui pensa di se stesso. Offendere un uomo nella sua dignità è un crimine”.
Demoralizzare significa distruggere una speranza. E qualunque uomo, anche il più piccolo o il più pessimista, ha un sogno, una speranza. Quest’uomo ha il diritto di non incontrare mai nella vita qualcuno che distrugga il suo sogno. Quante volte abbiamo sentito dire a un dirigente “lasci fare a me che ho esperienza” o addirittura frasi peggiori come “di lei non mi fido” oppure “lei non ce la farà mai”. Questo è ciarpame del secolo scorso e non può più essere usato. Dobbiamo abbandonare per sempre questa cultura militaresca, un atteggiamento che rivela insicurezza e mancanza di risore, controproducente anche per chi lo mette in atto. Questo atteggiamento danneggia entrambe le controparti. Quindi è inutile. Abbiamo già detto altrove che la qualità della vita è essenzialmente qualità dei rapporti umani e, quindi, dobbiamo ricordarci che una lavata di capo data anche giustamente di fronte ai colleghi può causare risentimento per anni. E invece ci troviamo davanti a persone che per dimostrare il loro potere continuano a usare frasi del tipo “Fai questo, fai quello, non far questo, non far quello”.
Se pensiamo che con questo tipo di approccio, a volte totalmente devastante e paralizzante, una persona apprenda , siamo realmente fuori strada. È solo con l’esempio e con una garbata correzione dell’errore che possiamo dar modo alle persone di apprendere ciò che devono. Elogiando, non rischieremo mai di demoralizzare, e potremo comunque aprire un dialogo molto importante. Tutti gli allevatori di cani e gli addestratori di animali in genere sanno che cos’è il “rinforzo attivo”. È quel biscotto o quel bocconcino prelibato che si dà al cane quando esegue correttamente un esercizio. Il rinforzo attivo vale migliaia di volte di più di quello passivo, rappresentato dalla punizione o peggio ancora dalle percosse. Un animale percosso reagisce facilmente mordendo, mentre un animale incoraggiato attraverso il meccanismo dei premi reagisce con entusiasmo e riprova con nuovo vigore, poiché, come insegna Pavlov, l’atto si congiunge al premio nel suo cervello. Se lo facciamo per gli animali, figuriamoci se non dobbiamo farlo per gli esseri umani. A volte sembra proprio che l’importante per noi sia scaricare sul tapino di turno il nostro nervosismo e le nostre frustrazioni.

Io sono dell’opinione che la psiche sia la cosa più potente del mondo. Essa, anzi, è la madre di tutte le cose umane, dalla cultura alla guerra. Carl Gustav Jung

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