per una nuova cultura della comunicazione
 

 
   

 

Chattiamo di politica
di Claudio Maffei

 
Comunicare un partito politico e' il titolo di un libro che ho scritto nel 1989.
E' stato il primo libro uscito in Italia su questo tema. Fino a quegli anni, infatti, i partiti facevano "propaganda" affidandola a iscritti e simpatizzanti. Invece per un partito politico comunicare e' un fattore di cruciale importanza.
La sporadicita' dei contatti e l'incoerenza dei messaggi rivolti all'elettorato ne possono addirittura pregiudicare l'esistenza. I partiti politici, oggi, vivono una profonda crisi che non ha precedenti nella storia.
Una delle cause di questa situazione va certamente individuata nel distacco, sempre piu' profondo, tra il cittadino e i suoi rappresentanti. Il mondo politico non ha saputo gestire in modo adeguato un rapporto di comunicazione coerente e continuativo e non e' neppure riuscito a salvaguardare la propria immagine. Tra esasperazioni propagandistiche, corruzione e nuovi soggetti nascenti, la comunicazione politica non ha fatto neppure capolino nel nostro Paese. Oggi, a quasi tre lustri di distanza, tra fasi di estrema accelerazione e momenti di riflusso, la tecnica e la professionalita' stanno comparendo anche nel mondo della politica, come risposta alle necessita' di un impellente adeguamento ad una societa' complessa, che si evolve in modo sempre piu' rapido. Il linguaggio, i messaggi e gli strumenti scelti dai partiti si sono adattati via via ai vari ritmi e alle varie forme richieste dagli strumenti di comunicazione. Possiamo dire con certezza, parafrasando Mac Luhan, che il mezzo modifica il messaggio. L'avvento della radio, dei film giornale, della televisione hanno certamente cambiato il modo di esprimersi e la gestualita' dei protagonisti del novecento. Nel mio libro alla voce mezzi e strumenti parlavo di stampa, televisione, radio, affissione, cinema, ma anche di relazioni pubbliche, di direct marketing, di promozioni e di sponsorizzazioni. Non era ancora nato, o meglio, non era ancora diffuso il web.
Lo scenario attuale ha visto una profonda trasformazione dei modi e delle forme di comunicazione. E la politica come ha risposto? Quello che stiamo vivendo e' probabilmente un vero e proprio cambio di civilta', che offre nuove opportunita', che permette una piu' alta qualita' della vita, forse piu' liberta' e piu' diritti e maggior partecipazione alla vita pubblica.
I partiti politici devono tenere conto di questa delicata transizione sapendo, pero', che nella storia della comunicazione un'innovazione non ha mai sostituito completamente i mezzi precedenti. Bisogna ricordare che la radio non ha fatto scomparire i giornali, che la TV non ha fatto scomparire la radio e, quindi, prevedere che internet non fara' scomparire ne' i giornali ne' la radio, ne', tanto meno, la TV. Bisognera' tener conto, cioe', che i media tendono a sommarsi piuttosto che a sostituirsi o a scomparire. Nell'attuale fase credo che la visione del mondo politico sia abbastanza aziendalistica, quasi come se, questo nuovo mezzo di comunicazione, non incidesse profondamente anche sull'apprendimento, sulla formazione, sulla costruzione del consenso.
E' per questo che i partiti politici dovrebbero favorire e promuovere la massima alfabetizzazione informatica dei cittadini, non solo attraverso le scuole, ma con una vera e propria formazione permanente ad ogni livello per fornire a tutti gli strumenti culturali di base per utilizzare in modo attivo le nuove tecnologie.
La naturale inclinazione degli uomini a vivere insieme e soddisfare i propri bisogni di relazione e di socialita', non e' stata, come si pensava in un primo momento, ostacolata dall'avvento del web. Le piazze telematiche non hanno sostituito, bensi' arricchito e potenziato, le relazioni fra le persone ed e' di queste relazioni che la politica si nutre. Il web offre innanzitutto nuove condizioni per la circolazione delle informazioni e per la conoscenza dei processi decisionali. La posta elettronica,i forum e le liste aperte di discussione, sono mezzi utili a rilanciare l'efficacia dell'organizzazione politica. La possibilita' di lavoro comune, l'annullamento delle distanze, sono modalita' per rispondere alla crisi di militanza e alla difficolta' di coinvolgere, che attualmente caratterizza la politica. Internet e' certamente un mezzo di partecipazione democratica e non e' difficili essere buoni profeti pensando che avra' una grande influenza sulle scelte che riguardano tutti noi. Ma per istituzionalizzare l'era della comunicazione politica via internet i partiti dovranno costituire, al proprio interno, nuove strutture preposte a dialogare in modo specifico con i pubblici interni ed esterni. La propaganda ha caratterizzato l'attivita' di comunicazione dei partiti sin dalla loro nascita, ha segnato un momento storico per l'affermazione di grandi ideologie; ha consentito per la prima volta il coinvolgimento, anche emotivo, di un pubblico vasto ed eterogeneo. Poi la societa' si e' evoluta, lo sviluppo ed il potere dei grandi media, televisione in testa, ha evidenziato i limiti di questa forma di espressione.
Si e' reso necessario elaborare nuovi modi di diffondere le idee e i progetti, nuove vie di approccio all'elettorato. Oggi chi vuole avere successo nella societa' del terzo millennio deve avviare un processo di tecnicizzazione e di professionalita', per adeguarsi ai mutamenti di una societa' in rapida trasformazione. Finita l'epoca delle ideologie la gente chiede alla politica di esprimere concetti chiari, proposte concrete, immagini coerenti e facilmente identificabili e presentarle attraverso gli strumenti ai quali il cittadino giornalmente si avvicina. La risposta non puo' essere che un modello operativo efficace e realistico, una "cabina di regia" che sappia dialogare attraverso i giornali, la televisione, ma soprattutto, attraverso una rete sempre piu' frequentata.     

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