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Libri e ebook: convivenza pacifica?
di Alessandro Lucchini

In principio fu la chiocciolina. Bastava metterla al posto della a per essere up-to-date (guai a dire chiocciolina, però! si dice at). Nacquero così le agenzie di comunic@zione, di new-medi@, ma anche il b@r, la p@lestra, il s@lumiere. Poi arrivò la e: e-commerce, e-business, e-zine, e-motion (e-ccetera).

Mentre le altre lettere dell'alfabeto covavano la riscossa, arrivò anche l'ebook, il libro elettronico. Subito si scatenò la polemica. Dissero i paladini della tradizione: "Lo abbiamo già visto con i cd-rom sì, la comodità, la versatilità, la capienza quasi illimitata, le possibilità di ricerca, l'interazione Ma dove lo metti il profumo della carta, l'emozione delle pagine ingiallite dal tempo, il fascino di un foglio dimenticato e ritrovato per caso?"

La passione per l'oggetto-libro, a volte il feticismo libresco, ha il suo peso. E lo confesso, sono anch'io un certaceo. Quando inizio a lavorare su un progetto, mi ritrovo sempre tra le mani un libro. Un romanzo, un saggio, un'enciclopedia, un manuale scientifico o una striscia di fumetti. Che cosa sto cercando di preciso non lo so, ma so che in un libro troverò sempre qualcosa di prezioso. E via con "giallini", foglietti, appunti scarabocchiati a mano, in un braistorming forsennato che ha bisogno, per me, di azioni fisiche, manuali. A volte addirittura di "quel" quaderno, di "quella" matita.

Ma è proprio la dimensione creativa della scrittura/lettura che deve accogliere il nuovo con favore. Non si scrive per far leggere: si scrive per far pensare. E il supporto su cui si fa leggere non può diventare una condizione esclusiva.

Del resto, sono ben noti i vantaggi degli ebook, sia per gli autori/editori sia per i lettori:

  • abbattere i costi di produzione, stoccaggio e distribuzione, superando ogni limite di tempo e spazi un ebook non è mai esaurito, e non necessita di ristampe; e per un autore italiano significa raddoppiare il proprio pubblico, potendo offrire il testo a 60 milioni di italiani che vivono all’estero;  
     
  • poter avere sempre con sé non solo una ricchissima libreria, ma con la connessione al web addirittura una biblioteca mobile, e poter in ogni momento e luogo acquistare e scaricare nuovi testi; 
     
  • poter interagire con il test ricercare frasi e parole, evidenziare alcune parti, aggiungere note, segnalibri, commenti e disegni, dizionari…; 
     
  • agevolare le persone con problemi di vista, variando la dimensione del carattere secondo necessità; 
     
  • agevolare, in particolare, i non vedenti: è stata elaborata un'interfaccia speciale che trasforma i testi in braille. Mentre ci vogliono mesi, o anni, perché un libro veda una traduzione in braille, in questo modo si ha la traduzione istantanea.


Altri vantaggi sono ancora in parte da esplorare, come l'inserimento della voce, o una tecnologia laser che rileva il movimento degli occhi del lettore e gira le pagine automaticamente.

"Tutto questo è snaturare la lettura", sostengono i feticisti.

Sicuri? La lettura ipertestuale, per esempio, non esiste già nei libri di carta? Non possiamo sfogliare un libro da una parte e dall'altra, saltare interi passi, mischiare le frasi, travisarle, rielaborarle con associazioni anche spericolate, ricavare conclusioni che il testo ignora? Non possiamo sottolineare il testo, scriverci sopra, riempirlo di giallini, plagiarlo, e a un certo punto dimenticarlo in un angolo? Non siamo liberi di leggere in modo lineare, dalla prima pagina all'ultima, oppure con rapide occhiate a indici e titoli, per poi approfondire i capitoli che più ci interessano? Come uno spiedin possiamo gustare un boccone alla volta, oppure sfilare tutto e cominciare dalla cipollina che sta in mezzo.

Evoluzione, insomma, non rivoluzione. Come i registi stanno sperimentando il digitale, pur senza abbandonare la pellicola, anche gli scrittori dovrebbero sperimentare le nuove forme della scrittura: ipertesti, web, ebook. Senza timori. Molti lo hanno già fatt pezzi grossi come Ken Follet e Patricia Cornwell, per esempio, sono stati coinvolti dalla Gemstar per lanciare un nuovo reader.

Gli osservatori più pacati prevedono che libri ed ebook convivranno pacificamente almeno per i prossimi 50-100 anni: il libro elettronico sarà venduto a quelli che non comprano libri ma vogliono informazioni in modo pratico e a basso costo.

Via libera, dunque, a tutte le soluzioni che aiutano a divulgare conoscenze e sensibilità.

Per maggiori informazioni sugli ebook:
http://www.emotionbook.com/ebook.htm

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