per una nuova cultura della comunicazione
 

 
   

 

Il clima, i conflitti, la competitività e la cooperazione
di Claudio Maffei

 

Alcuni imprenditori e manager pensano che i conflitti all'interno della loro impresa siano sempre e comunque positivi, e li favoriscono. Mettendo in competizione quadri e funzionari pensano di stimolarne l'efficienza.

Tuttavia esistono diversi tipi di conflitti ed è piuttosto complicato interpretarne le cause e comprendere se davvero gli effetti potranno essere positivi.

Alcuni conflitti nascono da volontà di leadership e possono avere conseguenze letali sul clima organizzativo.

Sono come un virus che si propaga all'interno dell'organizzazione.

La cultura della "vittoria" della propria funzione sulle altre rischia di rendere perenne una situazione di stress che difficilmente le persone possono tollerare a lungo.

Un buon corso di comunicazione può fare molto per prevenire i conflitti ed eliminare lo stess. Tuttavia il responsabile dell'impresa deve definire bene i confini di potere.

Se ciò non viene fatto si scateneranno costantemente rapporti conflittuali non in merito ai temi in discussione, ma in merito agli equilibri di potere. Esempio.

Se tra uno specialista di informatica e l'utilizzatore, invece di crearsi un clima di collaborazione e di reciproca fiducia si crea un clima di sospetto e di sfiducia, le difficoltà di comunicazione saranno esasperate e non produrranno nulla di buono. Ognuno parte da una posizione di pregiudizio. "Quello non capisce nulla!" "Quello parla un linguaggio astruso!".

Le persone si guarderanno con aria arrogante e sospettosa.

I conflitti di questo genere in realtà non possono essere positivi e non hanno possibilità di essere risolti.

Perfino una frase come "hai fatto un bel lavoro!", se accompagnata da un linguaggio non verbale incongruente, può produrre effetti negativi in chi la ascolta.

A tutti noi è capitato di avere reazioni negative a una frase del tipo " Non trovo più la mia agenda". Se il conflitto è in atto l'altro pensa :"Cosa ti fa pensare che io abbia nascosto la tua agenda?" Questi conflitti esistono in tutte le aziende, soprattutto dove vi sono gruppi o cordate di persone che perseguono interessi particolari o tattici, ponendo in secondo piano gli interessi complessivi dell'organizzazione.

Ciò è sicuramente negativo poiché, l'abbandonarsi di queste persone ad aperte ostilità verso gli altri componenti dell'organizzazione, alimenta un clima di sfiducia reciproca che può avere effetti devastanti. Nei quotidiani rapporti di lavoro sento sempre più parlare di azienda piatta dove le persone vengono responsabilizzate e non sussiste alcuna dimensione gerarchica. In realtà vivendo nelle imprese il potere verticale e piramidale, provoca molte difficoltà di rapporti e di negoziazione, dovute alle disparità delle posizioni fra le persone che entrano in relazione.

La cultura di una azienda è strettamente collegata ai comportamenti dei suoi vertici. Sapere che i propri comportamenti "fanno scuola" dovrebbe aiutare a sviluppare alcune competenze di comunicazione, che sono alla base di ogni attività manageriale.

Un clima caratterizzato da fiducia e cooperazione è forse il valore più importante di una impresa.

Quando tengo corsi che aiutano a prevenire e gestire il conflitto al cosiddetto middle management, cioè a quadri e funzionari, la domanda che mi sento fare alla fine del seminario è sempre la stessa: lo farai ai nostri capi?


 

home | chi siamo | rivista | libri | corsi | archivio | blog | scrivici

 

© Copyright 2005 Comunico sas - Tutti i diritti riservati Web hosting e web design by Graffiti2000.com