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La magia della scrittura 
di Annalisa Pardini

Milano - 21 giugno - Casa della cultura.

Dopo la Fiera del libro, ci siamo incontrati lì.
Accorrete numerosi, invitava Mafe, e l’abbiamo ascoltata:
eravamo moltissimi, sala gremita, persone all’ingresso, protese.
Tutti a sfidare la temperatura di una neonata estate,
rovente.
Ma presto l’atmosfera si muove d’aria nuova:
              Si dice che Gutemberg
              cambia il modo di capire
              Con le presse a Norimberga
              sta stampando l’avvenire
              Sulla carta poesie, tesi, satire, eresie…


Alessandro Lucchini ci accoglie così, parole e musica.
E inizia un viaggio, carovana di amici, dove le voci si incalzano tra gioia e improvvisazione.
Dei 49 autori siamo molti in sala, e alcuni prendono la parola,
raccontano il proprio contributo,
confrontano i punti di vista.
Quarantanove autori, Quarantanove racconti: parola di Hemingway. E proprio di punti di vista
ci parla il brano scelto da Alessandr un uomo e un leone.
Nel testo di Hemingway, la prospettiva di entrambi:
e tu, che sei uomo o donna, ti trovi a pensare, tra quelle righe, come il leone.
Sei il leone. Magia della scrittura.
Sì, è uno dei concetti chiave della nostra ricerca, e così, di rapport in rapport,
ci ammalia l’intreccio tra corpo e linguaggio di Stefania Zenato,
anima la verve politica di Claudio Maffei,
ammicca la provocazione di Chiara Zuccalà,
affascina la metafora di Consuelo Casula.
Orchestra e direttore in rapida armonia: Alessandro
raccorda gli interventi, li correla ai capitoli, arricchisce le prospettive.
È poi la volta di Ugo Canonici, e riflettiamo con lui sul silenzio.
Di Paolo Carmassi, e dello spirito di condivisione che impronta la Palestra di scrittura.
Di Mario Conti, che ci cattura su parola e immagine.
Quindi Paolo Ferragina: lui non è tra i 49,
ma il suo contributo evoca altri lidi per la nostra ricerca:
nel mare del web il messaggio nella bottiglia arriva grazie ai motori di ricerca,
in un avvincente rapport tra uomo e macchina.

Sono trascorse due ore,
e siamo tutti lì, incantati.
Poi, colpo di scena:
Mario e Alessandro, due chitarre e un’armonica. Siamo ai saluti,
e loro ci abbracciano così:
              … So just look at them and sigh and know they love you. Teach your children.

Parole, musica, emozioni.
Che altro aggiungere?
Questa è proprio magia.

 

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